Sempre più evidenze mostrano che l’intestino e il microbiota possono influenzare anche la forma del corpo e la tendenza a sviluppare grasso sottocutaneo localizzato o cellulite, indipendentemente da dieta o attività fisica.
Questi effetti sono diversi da quelli sul grasso viscerale e dipendono da meccanismi specifici.
Una disbiosi lieve può produrre endotossine (LPS) che entrano in circolo e generano una infiammazione cronica di basso grado.
Questo rende gli adipociti sottocutanei:
meno sensibili alla lipolisi ormono-dipendente,
più inclini all’ipertrofia,
più difficili da “svuotare”.
Risultato → fianchi, cosce e glutei diventano zone resistenti, anche con dieta corretta.
Alcuni tipi di disbiosi peggiorano il microcircolo e il drenaggio linfatico, favorendo:
ritenzione idrica,
edema tissutale,
rallentamento del ritorno linfatico.
Questo porta alla tipica pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS) e dà l’impressione di maggior volume anche senza vero aumento di grasso.
Una flora povera di butirrato e propionato riduce:
la funzione mitocondriale degli adipociti,
la termogenesi locale,
la capacità di bruciare grassi.
Nelle zone sensibili agli ormoni (cosce, glutei, fianchi), questo favorisce accumuli persistenti, anche nelle donne normopeso.
Pertanto, se viene riscontrata una alterazione della flora batterica (#disbiosi) al test di analisi del #microbiota intestinale, ripristinare l'eubiosi può migliorare la risposta a trattamenti estetici come la criolipolisi, la mesoterapia , il linfodrenaggio e ad altri protocolli di medicina estetica.
