Disbiosi ed adiposità sottocutanea localizzata.

Perché fianchi, cosce, glutei e culotte de cheval diventano aree “resistenti” ?

 

 

Sempre più evidenze mostrano che l’intestino e il microbiota possono influenzare anche la forma del corpo e la tendenza a sviluppare grasso sottocutaneo localizzato o cellulite, indipendentemente da dieta o attività fisica.

Questi effetti sono diversi da quelli sul grasso viscerale e dipendono da meccanismi specifici.

 


 

 

1. Microinfiammazione: adipociti più rigidi e meno lipolitici

 

 

Una disbiosi lieve può produrre endotossine (LPS) che entrano in circolo e generano una infiammazione cronica di basso grado.

Questo rende gli adipociti sottocutanei:

 

  • meno sensibili alla lipolisi ormono-dipendente,

  • più inclini all’ipertrofia,

  • più difficili da “svuotare”.

 

 

Risultato → fianchi, cosce e glutei diventano zone resistenti, anche con dieta corretta.

 


 

 

2. Alterato drenaggio linfatico → cellulite e aumento dei volumi

 

 

Alcuni tipi di disbiosi peggiorano il microcircolo e il drenaggio linfatico, favorendo:

 

  • ritenzione idrica,

  • edema tissutale,

  • rallentamento del ritorno linfatico.

 

 

Questo porta alla tipica pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS) e dà l’impressione di maggior volume anche senza vero aumento di grasso.

 


 

 

3. SCFA bassi: meno termogenesi, più deposito locale

 

 

Una flora povera di butirrato e propionato riduce:

 

  • la funzione mitocondriale degli adipociti,

  • la termogenesi locale,

  • la capacità di bruciare grassi.

 

 

Nelle zone sensibili agli ormoni (cosce, glutei, fianchi), questo favorisce accumuli persistenti, anche nelle donne normopeso.

 

Pertanto, se viene riscontrata una alterazione della flora batterica (#disbiosi) al test di analisi del #microbiota intestinale, ripristinare l'eubiosi può migliorare la risposta a trattamenti estetici come la criolipolisi, la mesoterapia , il linfodrenaggio e ad altri protocolli di medicina estetica.